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Cosa deve avere un Business Plan per ottenere un finanziamento dalla banca

Quali sono gli elementi essenziali di un Business Plan finalizzato principalmente ad ottenere credito da una banca? Scopri di più, in questo articolo.

Un Business Plan raccoglie tutte le informazioni inerenti ad un progetto imprenditoriale, che sia di un’attività nuova (startup) o di un’azienda già operante.

Realizzare un Business Plan ha due fondamentali obiettivi, che possono essere alternativi oppure, come nella maggioranza dei casi, complementari:

  • chiarificare a imprenditore e collaboratori la strategia, le attività da fare e i risultati attesi in un periodo futuro pluriennale (di solito tra i 3 e i 5 anni);
  • ottenere finanziamenti da investitori in qualità di soci e/o da istituti finanziari che prestano denaro a debito, come le banche.

In questo articolo cerchiamo di mettere in luce quali sono gli elementi essenziali di un Business Plan finalizzato principalmente ad ottenere credito da una banca.

Il Business Plan per la banca

Iniziamo dallo scopo della valutazione che fa la banca: misurare il rischio rispetto alla capacità di rimborso del prestito.

Per fare questo, essa parte dall’analisi di dati certi, come quelli dei bilanci dell’ultimo triennio dell’azienda che richiede il denaro. Se l’impresa è una startup la valutazione viene fatta sullo “storico imprenditoriale” del soggetto richiedente e sulle garanzie che può fornire. Si tratta comunque di un caso meno frequente, perché di solito gli “startupper” si rivolgono ad investitori disposti a condividere il rischio imprenditoriale, data la maggiore aleatorietà dell’iniziativa.

Oltre allo storico, per la valutazione del progetto tutte le parti che tipicamente compongono un Business Plan sono importanti:

  • la sintesi dell’iniziativa o executive summary;
  • la descrizione dell’impresa, dei prodotti/servizi offerti, del settore di riferimento;
  • l’analisi di mercato e la strategia di marketing;
  • il piano operativo;
  • i risultati economici attesi;
  • il fabbisogno di liquidità e i flussi di cassa attesi.

A differenza degli investitori specializzati, come business angels o fondi con focus settoriali, le banche hanno competenze più orientate all’analisi economico-finanziaria rispetto a quelle sul mercato e sulle scelte strategiche e operative da adottare.

Come è immaginabile, la parte di Business Plan sul fabbisogno di liquidità e sui flussi di cassa attesi è oggetto di maggiore attenzione da parte dei referenti bancari, perché rappresenta la sostenibilità finanziaria del progetto. Ovvero la capacità di rimborso del prestito, come evidenziato sopra.

Business Plan per finanziamento: 3 consigli sulla preparazione

Un Business Plan deve sempre tenere in considerazione l’interlocutore a cui è diretto. Quello destinato agli istituti di credito deve avere, in particolare, tre caratteristiche.

  1. Sintesi. Le descrizioni devono essere molto sintetiche, dando ampio approfondimento alla parte quantitativa sia sullo storico che sulle proiezioni.
  2. Chiarezza. Il linguaggio settoriale deve essere modulato in modo che sia comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Senza entrare eccessivamente nel dettaglio, il funzionario bancario deve riuscire a capire al meglio i vari aspetti che determinano l’esito dell’iniziativa.
  3. Realismo. L’ottimismo dell’imprenditore è un bene, per sé e per la società. Le aspettative di remunerazione dell’investimento devono però essere prudenziali tenendo in considerazione eventuali imprevisti che potrebbero impattare sui risultati. A questo scopo è fondamentale un’analisi di scenario, per capire fino a che punto le vendite possano restringersi senza intaccare la capacità di rimborso del prestito e il rientro delle somme investite.

Redigere un Business Plan: a chi rivolgersi

Il Business Plan è un documento che richiede collaborazione per essere ben fatto e completo. L’imprenditore, i suoi collaboratori, l’esperto di settore (che spesso coincide con l’imprenditore stesso), l’esperto in ricerche di mercato, sono figure fondamentali che possono dare un contributo determinante a realizzare una o più parti del Business Plan.

La parte di elaborazione quantitativa, quella più delicata e solitamente più complessa, è bene affidarla ad un professionista specializzato. Il commercialista o qualche altro consulente di fiducia sono spesso le figure che vengono interpellate in prima battuta. È fondamentale però accertarne la competenza e verificare quanto tempo abbiano da dedicare a questo compito, al di là della buona volontà. 

Il team di Gap ha supportato diverse aziende nella realizzazione della parte quantitativa del Business Plan, sia per ottenere finanziamenti – da futuri soci, da banche o da altri prestatori a debito – sia per chiarificare strategia e risultati attesi ad imprenditore stesso e azionisti. Se hai bisogno di supporto per redigere un Business Plan contattaci senza impegno. Ascolteremo il tuo progetto, esamineremo i dati in tuo possesso ed elaboreremo il piano più efficace rispetto agli obiettivi.


Pietro Bussinello

Pietro Bussinello

Marketing e Comunicazione

In Gap Studi e Consulenze dal 2017, valorizza la presenza online e sviluppa l’attività professionale.

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