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Nuova Legge Fallimentare: cosa cambia?


Con l’istituzione del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza entreranno presto in vigore nuove disposizioni: ecco quali sono.

La nuova Legge Fallimentare cambia le modalità d’intervento in caso di difficoltà economica delle aziende e le obbliga a dotarsi di un adeguato assetto organizzativo, amministrativo e contabile.

Come stabilito dal D.lgs n.14/2019, definito Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, dal 1° settembre 2021 (o, forse, dalla primavera del 2022, considerata la situazione ancora emergenziale di molte aziende) entreranno in vigore nuove disposizioni. L’approccio normativo è orientato al monitoraggio costante e all’attuazione di soluzioni più efficaci nel preservare la capacità imprenditoriale di coloro che sono minacciati da situazioni di crisi.

In quest’ottica, sono molte le novità introdotte. Sono previste disposizioni che disciplinano gli istituti di regolazione della crisi e dell’insolvenza, oltre ai soggetti che vi prendono parte. Ma non solo: sono previste procedure di allerta, di composizione assistita della crisi e di regolazione della stessa.

Approfondiamo insieme per capire meglio cosa cambia nella gestione della tua impresa con l’introduzione della nuova Legge Fallimentare.

Nuova Legge fallimentare: le principali novità introdotte dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza

L’obiettivo della nuova Legge Fallimentare è quello di garantire la continuità aziendale attraverso strumenti di programmazione e controllo orientati alla conservazione del patrimonio e alla sostenibilità finanziaria.

Per prevenire e gestire un’eventuale crisi d’impresa, è necessario attuare azioni di monitoraggio costante. Soluzioni che consentano di adottare un modello predittivo efficace per anticipare e accertare un eventuale stato di crisi.

Vediamo qualche punto cruciale del decreto legislativo n.14/2019 (emendato con il D.lgs 6 ottobre 2020, n. 147) per comprendere i cambiamenti introdotti.

Il concetto di stato di crisi

Nell’art. 2 del D.lgs. n. 14/2019, il legislatore abbandona la precedente definizione che identificava la crisi in uno stato di “difficoltà economico-finanziaria dell’impresa”. Al suo posto, prende forma il concetto di “squilibrio economico-finanziario” (art. 13 del D.lgs. n. 14/2019), dove l’indicatore dello stato di squilibrio è rappresentato da:

  • inadeguatezza dei flussi di cassa prospettici necessari a far fronte alle obbligazioni pianificate per i 6 mesi successivi;
  • assenza di una prospettiva di continuità.

Il concetto è semplice: la nuova Legge Fallimentare è orientata a fornire gli strumenti necessari per agire prima che la crisi si manifesti, quando ancora non c’è bisogno di un intervento di “salvataggio”.

Nuova Legge fallimentare: le principali novità

Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza ha ridisegnato la Legge Fallimentare per consentire una diagnosi precoce dello stato di crisi delle imprese e salvaguardare la capacità imprenditoriale. Le principali novità introdotte sono 4:

  • eliminazione del “fallimento” come istituto, ma anche come termine. Al suo posto, nonostante la disciplina evochi la normativa fallimentare, troviamo il concetto di “liquidazione giudiziale”. Gli aspetti sanzionatori legati all’insolvenza dell’imprenditore svaniscono e lasciano spazio alla salvaguardia dei valori aziendali;
  • introduzione della fase di allerta e prevenzione. È un sistema che consente di anticipare l’emersione della crisi d’impresa per evitare che l’imprenditore se ne renda conto troppo tardi. Tale sistema prevede il controllo da parte di organi interni e creditori pubblici qualificati, come l’Agenzia delle entrate, l’INPS e l’agente incaricato della riscossione. Saranno questi “controllori” ad avere l’obbligo di rilevare gli indicatori della crisi e segnalarne l’insorgenza all’OCRI (Organismo di composizione assistita della crisi, costituito presso ciascuna Camera di commercio, industria, artigianato ed agricoltura). Mentre spetterà a quest’ultimo accompagnare l’imprenditore nella crisi e aiutarlo a trovare le soluzioni più idonee per superarla;
  • rafforzamento del concordato preventivo in continuità a discapito di quello liquidatorio, relegato a ipotesi residuali. Nella nuova Legge Fallimentare il concordato in continuità è stato ampliato per favorire il recupero della capacità dell’impresa, ristrutturata e risanata, di rientrare nel mercato;
  • modifiche del diritto societario. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza introduce nuovi requisiti nella gestione societaria. Da un lato l’introduzione di adeguati assetti organizzativi, finalizzati ad accertare tempestivamente la crisi, dall’altro l’istituzione di un organo di controllo societario interno qualora l’azienda abbia superato per due esercizi consecutivi almeno uno dei seguenti limiti: 4 milioni di euro di totale dell’attivo dello stato patrimoniale; 4 milioni di euro di ricavi delle vendite e delle prestazioni; 20 dipendenti occupati in media durante l’esercizio.

In seguito alle disposizioni richieste dalla nuova Legge Fallimentare è quindi necessario introdurre in azienda una programmazione aziendale che preveda la costituzione di budget e piani pluriennali basati su ipotesi ragionevoli e verificabili.

Tali ipotesi andranno sempre accertate con i dati consuntivi, per verificare tempestivamente eventuali divergenze rispetto a quanto pianificato. Oltre a diagnosticare possibili segnali di una crisi e monitorare con costanza e dinamicità lo stato di salute dell’azienda.

Definire un controllo di gestione efficace per rispettare gli obblighi della nuova Legge Fallimentare

Implementare strategie e strumenti per cercare di anticipare il futuro è una condizione imprescindibile per rispettare gli obblighi previsti dalla nuova Legge Fallimentare. Solo in questo modo è possibile una diagnosi anticipata dello stato di crisi, per intervenire con tempestività attraverso mirati piani di risanamento aziendale.

Per riuscire a proiettare la tua attività in un futuro sostenibile economicamente, è necessario un controllo di gestione efficace. Un insieme di strategie, strumenti e processi che ti consentano di sviluppare una serie di feedback relativi al tuo operato e fondamentali per orientare le scelte aziendali nel tempo.

Dunque, nell’adottare un controllo di gestione efficace è necessario definire degli obiettivi chiari e dotarsi dell’assetto adeguato a monitorare l’andamento aziendale. Se stai pensando di realizzare o migliorare il controllo di gestione nella tua azienda, contattaci senza impegno. Faremo una diagnosi completa sull’infrastruttura informativa e sulla gestione dei dati, consigliandoti le soluzioni migliori per adeguarsi agli obblighi normativi e superare le sfide che attendono la tua impresa.



Pietro Bussinello

Pietro Bussinello

Marketing e Comunicazione

In Gap Studi e Consulenze dal 2017, valorizza la presenza online e sviluppa l’attività professionale.

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